Voci dal Convitto
Dieci domande. Nessuna risposta giusta. Per ogni domanda, due o tre convittori diversi raccontano — con la propria voce — cosa significa davvero vivere qui.
Sommario
Dieci domande, una comunità
Ogni capitolo nasce da una sola domanda. Le risposte, quando arrivano, sono affidate a chi le vive — non riassunte da altri.
Qual è stata la prima cosa che hai pensato la sera del tuo primo giorno in Convitto e cosa diresti oggi a quel ragazzo/a?
In attesa delle prime voci.
Cosa pensavi che sarebbe stato il Convitto prima di entrarci e quale preconcetto si è sgretolato dopo un mese?
In attesa delle prime voci.
Se dovessi descrivere la vita di stanza con un solo episodio o aneddoto indimenticabile, quale sceglieresti?
In attesa delle prime voci.
Ci si aiuta a vicenda nei momenti di studio o di stanchezza: c'è stato un momento preciso in cui hai capito di poterti fidare davvero dei tuoi compagni?
In attesa delle prime voci.
Qual è il momento della giornata in Convitto che non scambieresti con niente al mondo, e perché?
In attesa delle prime voci.
Un consiglio pratico che nessun regolamento scrive, ma che serve davvero
In attesa delle prime voci.
Cosa hai imparato a fare da solo/a da quando vivi qui, che prima davi per scontato a casa?
In attesa delle prime voci.
Qual è la lezione più importante — fuori dai libri di scuola — che ti ha insegnato la convivenza con gli altri o il rapporto con gli educatori?
In attesa delle prime voci.
Cosa rispondi ai tuoi amici "da fuori" quando ti chiedono se non ti manca la libertà di stare a casa tua?
In attesa delle prime voci.
In una sola frase: qual è il "superpotere" con cui si esce dopo aver vissuto l'esperienza del Convitto?
In attesa delle prime voci.
Vuoi raccontarti anche tu
Ogni voce conta
Basta poco: una domanda tra le dieci, novanta secondi, la tua voce. Se sei un convittore o una convittrice e vuoi partecipare, parlane con un educatore o con l'Educatore Michele Gaggiano — si organizza la registrazione insieme.
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